Maglie calcio: stemmi, motti e loghi
Ha destato molto scalpore la proposta del Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia di far cucire sulle magliette delle varie squadre di calcio lo stemma della regione o della città in cui la squadra gioca, per diffondere la storia della cultura locale. Una proposta che ha sollevato critiche ma, anche,dichiarazioni di condivisione. Orami tutto è comunicazione, anche una maglia da calcio e, dopo i messaggi dei giocatori sulle T shirt sotto le casacche, ecco che anche la politica vuole dire la sua. Come trasformare uno sport, divertente e amato, come il calcio, in qualcosa di serio.
Ma almeno dai vari club del Veneto, regione di cui Zaia è stato per anni governatore, arriva una sonora bocciatura. Il presidente della Cittadella calcio stronca la discussione in questa maniera: "Mi pare che in questo periodo le urgenze siano altre". Ma a chi dice di no, si contrappone, invece, chi è assolutamente favorevole alla proposta. Il presidente della Reggina squadra della Calabria, pensa che sia un fatto estremamente favorevole sopratutto per le piccole realtà.
Ma i problemi con i loghi e gli stemmi non finiscono qui. A Viareggio è accaduto un fatto davvero spiacevole. Il direttore di gara della partita Esperia Viareggio Cremonese ha impedito di indossare ai giocatori toscani la maglia nera con il logo della strage alla stazione del 29 giugno solo perchè il nero si confondeva con la divisa dell'arbitro. I giocatori sono scesi in campo con la maglia giallo oro ma senza logo per non dimenticare una strage senza senso.
E meno male che c'è Lino Banfi alias Oronzo Canà, il divertente allenatore del film L'allenatore nel pallone, che rilancia sulla proposta del ministro proponendo la stampa di alcuni motti dialettali. E così per il Milan propone: Se fen,sifulum! cioè "che facciamo, fischiamo?" e per la sua Roma, il semplice: Annamo!